Pica mauritanica: una specie a rischio

di Aymen Nefla1, Ridha Ouni1, Haifa Ouni1, Alfredo Petralia2, Saïd Nouira1

1 Università di Tunisi «El-Manar», 2 Ente Fauna Siciliana

Pica pica, la Gazza «chiacchierona» così soprannominata in Tunisia per la sua capacità di imitare la voce umana, è un uccello comune e frequente nell’area Paleartica. Le popolazioni nordafricane della specie sono state considerate fino a poco tempo fa come una sottospecie denominata, Pica pica mauritanica.

Le ricerche di Ebels (2003) hanno tuttavia messo in evidenza differenze morfologiche e acustiche tra le popolazioni del Maghreb e quelle dell’Europa. Altri studi tassonomici e filogenetici (Kryukov et al., 2017; Song et al., 2018) hanno dimostrato che il clade nordafricano è il più divergente rispetto ad altre linee, il che ha permesso di promuovere questo taxon al rango di specie: quindi la Gazza del Maghreb, Pica mauritanica, è ora considerata una specie separata, endemica dei paesi del Nord Africa (del Hoyo et al., 2018) (vedi foto).

In nero: distribuzione della Gaza del Maghreb in Tunisia all’inizio del XX secolo;
in rosso: l’unica stazione della specie oggi.

All’inizio del XX secolo, la specie era diffusa nel Nord Africa con una distribuzione frammentata in piccole popolazioni e colonie più o meno isolate e distanti. Era rappresentata, secondo la letteratura dell’epoca, da una dozzina di colonie in Tunisia (Lavauden, 1924; Heim de Balzac & Mayaud, 1962; Etchecopar & Hue, 1964; Isenmann et al., 2005) (vedi cartina); sedici in Algeria (Etchecopar & Hue, 1964; Isenmann & Mouala, 2000) e una trentina di colonie in Marocco (Etchecopar & Hue, 1964; Thévenot et al., 2003; Bergier et al., 2017).

Attualmente, la distribuzione della Gaza del Maghreb nei tre paesi del Nord Africa è divenuta meno estesa e più frammentata. In Tunisia, in particolare dalla fine degli anni ‘80, la specie ha subito un drastico declino: attualmente è rappresentata solo da una singola popolazione relitta situata nella regione di Sbikha nel Governatorato di Kairouan.

Le cause della scomparsa di tutte le colonie tunisine, tranne quella della pianura di Kairouan, rimangono sconosciute. Tuttavia, la distruzione dei biotopi naturali della specie, la deforestazione, la bonifica e lo sradicamento di cespugli spinosi come il Sommacco tripartito (Searsia tripartita) e il Giuggiolo comune (Ziziphus lotus), arbusti a cui la Gazza del Maghreb è particolarmente legata per la sua nidificazione, sono le principali cause del declino delle popolazioni.

L’attuale popolazione di Sbikha, è strettamente localizzata in una pianura coltivata e a pascolo di circa 650 ha, situata (35°58’16N-10°01’15E) a circa dieci km dal villaggio di Dharbania. La copertura arbustiva, luogo di nidificazione della Gazza del Maghreb occupa circa 350 ha.  Si tratta di una foresta relitta composta principalmente da alti cespugli di Sommacco tripartito spesso associati con la Periploca minore (Periploca angustifolia), la Spina santa comune (Lycium europium), il Giuggiolo comune (Ziziphus lotus), l’Efedra (Ephedra sp.), in stretta prossimità con il Pistacchio dell’Atlante (Pistacia atlantica).

La prosecuzione del monitoraggio di questa popolazione in Tunisia e le indagini avviate nel 2019 nell’ambito di un progetto di ricerca in tutto il Maghreb sulla distribuzione e sulla valutazione della vulnerabilità della Pica mauritanica, aiuteranno a comprendere meglio la sua ecologia con l’obiettivo di salvare questa popolazione relitta vulnerabile e la specie a rischio critico di estinzione.

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