SPELEOLOGIA


LA SEZIONE DI BIOSPELEOLOGIA

La sezione di Biospeleologia dell'Ente Fauna Siciliana si occupa dello studio delle fenomenologie carsiche presenti nell'area degli Iblei. La loro conoscenza (grotte, pozzi, inghiottitoi, ecc), nonché la divulgazione degli studi speleologici effettuati è intendimento e scopo dell'associazione a che conducano alla loro conservazione, valorizzazione e tutela.
Questo settore di studio e ricerca dell'Ente Fauna Siciliana viene istituito, il 21 Agosto 1999, con delibera della Giunta Regionale.
Fin da subito viene conferita la carica di responsabile al socio Michele Nanzarelli, che svolge attività speleologica già fin dal 1987, che ha nel frattempo conseguito la necessaria esperienza dopo aver frequentato un corso di introduzione alla speleologia.
Per circa 10 anni, precedentemente, Michele Nanzarelli, è già stato responsabile del Gruppo Speleologico "Ugo Lago " di Noto (SR).
Nell'anno 2003, a seguito di ulteriore specializzazione, acquisisce il titolo di "istruttore di tecnica speleologica".
Ancora oggi Michele Nanzarelli ne è il responsabile in quanto incessante ed intensa è stata, in tutti questi anni, l'attività di studio e di ricerca sul territorio Ibleo che ha prodotto una innumerevole ed interessante produzione di lavoro (pubblicazioni riportate in calce la pagina). Questo settore è tuttora molto attivo ed impegnato nel lavoro di conoscenza e divulgazione dei siti ipogeici insistenti nel nostro territorio attraverso continue nuove scoperte, studi, conferenze, mostre e divulgazione nelle scuole.



LE ATTUALI CONOSCENZE SPELEOLOGICHE IN SICILIA


A grandi linee la Sicilia geologicamente viene suddivisa in tre settori: la catena (che si sviluppa nel versante Nord, lungo la direttrice Messina-Trapani, ed è per la maggior parte rappresentata da litotipi carbonatici di età mesozoica); l'avanfossa (che occupa prevalentemente il settore centrooccidentale ed è caratterizzata dalla presenza dei sedimenti evaporatici della Formazione Gessoso-Solfifera); l'avanpaese (che si estende nel settore sud-orientale con una copertura sedimentaria costituita da terreni calcari e calcareniti, che vanno dal Trias al Miocene). In provincia di Catania, inoltre, spicca la montagna dell'Etna, vulcano dalla vasta superficie (1260 km2) e dall'imponente altezza (3320 m).
L'isola è una delle poche aree del mondo in cui sono ampiamente e contemporaneamente diffuse sia le rocce propriamente carsiche (calcari) che quelle paracarsiche (gessi e salgemma) e pseudocarsiche (lave basaltiche). La presenza e la varietà di questi affioramenti, in una superficie di territorio relativamente modesto, nonché il discreto sviluppo in essi di morfologie epigee ed ipogee, ha incoraggiato nell'ultimo trentennio l'intensificarsi delle attività esplorative e di studio, come pure lo svolgimento di diversi congressi e la pubblicazione di numerosi lavori scientifici, che hanno svelato fenomeni sotterranei di notevole interesse, contribuendo ad una conoscenza più approfondita del carsismo siciliano in tutti i suoi aspetti interdisciplinariari.
In questa lavoro si fa il punto sulle attuali conoscenze del fenomeno carsico in Sicilia.

Leggi tutto...

ROSARIO ABBATE
Circolo Legambiente "Messina", via dei Verdi 58, Messina
(e-mail rosarioabbate@virgilio.it )


L'AREA CARSICA DEGLI IBLEI

L'area carsica degli iblei interessa buona parte del settore sud-orientale siciliano dove si collocano prevalentemente le province di Ragusa e Siracusa.
Questa area, sotto il profilo carso-strutturale, può essere a sua volta suddivisa in:



Settore carsico sud-occidentale e sud-orientale ibleo

Il suddetto settore interessa buona parte dell'altipiano ragusano (zona sud-occidentale), dove affiora l'alternanza calcareo-calcarenitico-marnosa della Formazione Ragusa di età Oligocene superiore Miocene inferiore, e parte dell'altipiano siracusano (zona sud-orientale, Palazzolo Acreide, Noto, Avola), dove affiorano le calcareniti della Formazione Palazzolo di età Tortoniano medio Messiniano.



Settore carsico nord-orientale ibleo

Il suddetto settore carsico, molto più interessante del primo per sviluppo delle cavità, occupa buona parte della Provincia di Siracusa, dove emergono i calcari algali della Formazione dei Monti Climiti di età Oligocene medio Tortoniano, e include altresì, sotto il profilo stratigrafico-strutturale, la estrema porzione sud-orientale (zona di Pachino-Capo Passero) dove affiorano i calcari a rudiste del Cretaceo superiore e le calciruditi a Nummuliti dell'Eocene medio.



CARSISMO E GROTTE DEGLI IBLEI


  • Grotta perciata 2
  • Grotta Rametta
  • Grotta San Marco
  • Grotta Sbriulia
  • Grotta Sparano
  • Inghiottitoio Causeria
  • Inghiottitoio Monasteri
  • Inghiottitoio Valvo
  • Mannarazze
  • Pozzetto Case Vecchie
  • Pozzetto Lombardo
  • Pozzo 3 pezzi 1
  • Pozzo 3 pezzi 2
  • Pozzo 3 pezzi 3
  • Pozzo Aguglia
  • Pozzo Canseria (rilievo)
  • Pozzo Canseria
  • Pozzo del crollo (Noto)
  • Pozzo della Pisciatura
  • Pozzo delle carogne
  • Pozzo Ferraro
  • Pozzo Mezzogregorio
  • Pozzo Pizzo
  • Pozzo Quartararo
  • Pozzo Salvo
  • Pozzo S. Giovanni Lo Vecchio
  • Pozzo Sparano
  • Pozzo Spineta (o Baronazzo)