

Escursionismo
Scarica la Locandina dell'ultimo Programma
(Guarda l'Archivio Escursioni)
DOMENICA 13“I Monti Climiti” ![]() DIFFICOLTA': Media Difficoltà GUIDA: Giuliano Concetto RADUNO: 8,30 da piazza Melbourne – Floridia DURATA: mezza giornata (8,30 - 12,30) EQUIPAGGIAMENTO: da trekking (consigliati scarponcini, binocolo, mantellina da pioggia) CONTRIBUTO: € 5,00 (soci € 4,00) - Colazione a base di ricotta e latticini (facoltativa) PER INFO TEL: 338 9595568 Il Monte Climiti è una catena collinare della Sicilia orientale posta a nord ovest di Siracusa, con un'altezza massima che
sull'altopiano è di 410 m s.l.m. Rappresenta l'ultimo lembo della catena dei Monti Iblei, che degradano verso la Piana di
Siracusa e si affacciano ad est sul mar Ionio e ad ovest sulla valle dell'Anapo. Gli Iblei e il monte Climiti, “avanpaese
della zona africana”, sono emerse a partire dal Pliocene medio per le deformazioni dovute alla tettonica che caratterizza
l’area. Il nome "Clìmiti" deriva dal greco “klímax”, (scala), poiché i fianchi dell'altopiano sono costituiti da gradoni di
roccia affiorante, solcati radialmente da cave naturali che tagliano la roccia dalla bese fino all'altopiano sommitale, dove
sono state realizzate dall’uomo due scale intagliate nella roccia (una ad est e l’altra a nord) che consentivano di
raggiungere l’altipiano. Sulle dorsali del monte si sono formate nei secoli delle vere e proprie “cave” con leccete ricche di
fauna e flora. Molte le falde sospese presso Castelluccio, pozzo dei Climiti e presso Melilli, che hanno permesso
l’insediamento umano fin dalla più antica età del bronzo. Alla “facias castellucciana” sono attribuibili diversi complessi di
tombe a grotticella artificiale che occupano le pareti delle cave che solcano il tavolato. Le numerose grotte carsiche
sono risultate importantissime per la paleontologia, poiché al loro interno sono stati rinvenuti fossili (invertebrati marini
lamellibranchi e gasteropodi ed echinodermi di varie specie) e resti ossei della fauna siciliana esistente ai tempi delle
glaciazioni (elefanti nani, ghiri giganti, rettili terrestri e marini). L’altopiano dei Monti Climiti è stato abitato fin dalla
preistoria e sono molte le necropoli che testimoniano la presenza dell’uomo in questa parte della Sicilia. Il vasto territorio
racchiude necropoli dell’età di Castelluccio (XVII – XV secolo a.C.), su cui gli archeologi hanno puntato i loro studi.
Presso Castelluccio vi sono i resti di una Necropoli rupestre risalete all'Età del Bronzo. A poca distanza da essa vi sono i
resti di un'insediamento abitativo sempre di tipo rupestre, risalente all'Età del Bronzo.
|
DOMENICA 27Solarino – C.da Baragna – Isola Mola ![]() DIFFICOLTA': Lieve Difficoltà GUIDA: Giuliano Concetto; Gozzo Francesco RADUNO: 8,30 da piazza Melbourne – Floridia DURATA: mezza giornata (8,30 - 12,30) EQUIPAGGIAMENTO: da trekking (consigliati scarponcini, binocolo; mantellina da pioggia) CONTRIBUTO: € 5,00 (soci € 4,00), Colazione a sorpresa (facoltativa) PER INFO TEL: 338 9595568 Contrada Baragna al confine dei territori di Solarino e Sortino è situata vicino il fiume Anapo ed è stata un’importante via
di ritiro delle popolazioni Sicane e Sicule per raggiungere la roccaforte di Pantalica. La zona Molino, Isola Mola è una
piccola altura calcarea alla base dei Monti Climiti nei pressi del fiume Anapo, che presenta i resti di diverse sepolture
scavate nella roccia. Lungo le pendici esposte a nord, un gruppo di poco meno venti sepolture riferibili alla civiltà
castellucciana dell'antica età del bronzo, indicano la presenza di un modesto insediamento preistorico. Tale
insediamento fu avvantaggiato sia dalla presenza delle pianure alluvionali circostanti, sia dall'abbondanza d'acqua
offerta dal fiume Anapo. Le tombe presentano tutte le caratterische di tale cultura sebbene solo poche di esse
possiedono l'anticella. Fra le sepolture con prospetto allargato solo una ha carattere monumentale, in quanto sul lato
sinistro dell'apertura, sono visibili due lesene molto rovinate. Alcune tombe alla base del cozzo sembrano essere state
interessante da un taglio di epoca greca per la presenza di una piccola cava. L'ispezione della superficie ha rivelato la
presenza di frammenti ceramici e di strumenti basaltici, sui terreni arati a nord, lungo una stretta fascia, mentre nulla è
visibile sulla cima del cozzo, ad eccezione di un piccolo rudere vecchio di un centinaio d'anni.
Il passaggio, sottocosta, dell’acquedotto Galermi, nel suo viaggio verso Siracusa, ha permesso di rendere fertili e
coltivabile le terre ad esso circostanti. A testimonianza del duro lavoro degli schiavi cartaginesi resta una grotta detta
“degli schiavi”, usata per fare riposare quei poveri disgraziati.
Li vicino si trova una sorgente d’acqua, una fontana conosciuta come “A funtana i Pasquali”, situata nei terreni di
proprietà di don Ciccio, che sarà prodigo di racconti relativi al sito.
|
